Le luci della centrale elettrica live al Circolo degli artisti

Pubblico di seguito la simpatica recensione del concerto delle Luci della centrale elettrica con Giorgio Canali  al Circolo avvenuto l’8 dicembre scorso. L’autore della recensione è Francesco, un amico di Luigi con cui sono andato al concerto.

“voci dalla centrale elettrica..
è diverso oggi andare a vedere le luci della centrale elettrica..se prima potevi entrare quando aveva già iniziato e ricevere ampi inviti per la prima fila, oggi ti ritrovi in fondo quando c’è ancora il gruppo spalla a cui son rimaste 2-3 canzoni che sarebbero inutili a prescindere..della serie “potete esser bravi quanto volete ma la cosa oggi non mi riguarda, io sono qui per vasco e canali e prima ve ne andate meglio è”..davanti un giovane invecchiato si agita occupando 8 metri quadri di spazio per agitare le sue braccia (quel gesto tipicamente adolescenziale che si usa durante i concerti e che io non posso permettermi già da un pò, perchè sono onesto intellettualmente e conosco i miei limiti e gli spazi vitali di un concerto)..ogni tanto sgomito ma non capisce, così mi sposto un pò per evitare di avere così diretta la sua espressione da segaiolo esaltato per musica che fa figo ma che in fondo non puoi capire..certo in questi casi ci sarebbe voluto un coltello da abbacchio per le sue braccia, peccato che gran parte dei tribunali mi avrebbero dato torto..così gira il mondo del resto, e tocca tenerci quelle inutili braccia campioni di esercizi destri di cui sopra..
vasco non è in forma, o meglio non lo è come al solito..ma in ogni caso è una seduta antistress alla modica cifra di 7 euro, che considerando quanto costano psicologi e affini è un affare da non lasciarsi sfuggire in tempi di crisi e portafogli che sono gonfi solo per la mia collezione di tessere di supermercati..ma c’è un momento in cui è come se tutti si sentissero uniti..vasco urla “faremo dei rave sull’enterprise, farò rifare l’asfalto per quando tornerai”..come un momento di liberazione collettiva in cui la voce di vasco è nettamente sovrastata da quella del pubblico, come se buona parte dei presenti volessero urlare la voglia di far rifare l’asfalto per qualcuna..che siamo un pò tutti l’esercito del sert anche se non c’entriamo niente col sert, ma lo siamo lo stesso..urlano, e urlo anch’io fino a sentire la gola far male perchè c’è bisogno di avere qualcuna a cui far rifare l’asfalto..che poi ci sarebbe pure forse..ma ci vuole coraggio per certi gesti importanti..e allora si torna a pensare ai lavavetri per i propri occhi nei chilometri ubriachi fradici e produzioni seriali di cieli stellati che ogni tanto devi per forza vedere, anche se non esistono..ce n’è bisogno e basta..”

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